I bambini di Nocera

… Una tradizione che si tramanda

Questo portfolio è stato realizzato a distanza di un po’ di tempo rispetto alla realizzazione degli scatti. La Settimana Santa di Nocera Terinese è famosa in tutto il mondo per via dei “vattienti” che si percuotono il corpo con un dardo provocandosi dolore fisico mentre si muovono in giro per le viuzze del paese. Ritengo che la storia dei “vattienti” – per quanto affascinante – è stata raccontata ormai fin troppe volte mentre manca del tutto il punto di vista dei bambini, come vivono questa cruda “tradizione”, il sangue che sgorga ad ogni colpo di dardo non è forse una violenza per i loro giovani occhi ? eppure sono lì, in prima fila, anche piccolissimi, ad osservare attenti tutto ciò che succede, inconsapevoli parti di un “rito” che vive nel paesino di Nocera e si trasmette tra i suoi abitanti, da padre in figlio, da secoli.

Presentazione 2020 – Concorso Fotografico Mario Dutto 2020

Didascalia concorso – I bambini di Nocera, una tradizione che si tramanda 

Questo portfolio (di 12 immagini di forma quadrata) si sviluppa principalmente intorno ai bambini di Nocera Terinese che, con una disarmante naturalezza, durante i giorni della Settimana Santa, assistono ad un rito, crudo e primitivo, unico in Calabria, in cui i “vattienti” utilizzando un dardo (un pezzo di sughero dotato di 13 lanze di vetro) si percuotono a sangue in atto di fede per purificarsi dai peccati o per un voto ai defunti o ai malati (o altro). 

I vattienti girano le vie del paese portandosi dietro l’ecce homo, di solito il figlio, che gli  subentrerà “a fine carriera” (e un amico pronto a versare di tanto in tanto del vino sulle ferite per disinfettarle). Già in questo legame padre-figlio si sente viva più che mai la tradizione che si tramanda ma c’è qualcosa di più, infatti, flagellandosi davanti alle case dei propri cari il vattiente si “sacrifica” anche per loro e si crea così una forte condivisione e fratellanza coi familiari e amici che gli sono grati per il suo doloroso gesto.

Alcune immagini – ed era inevitabile – testimoniano la violenza del rito che però allo stesso tempo è anche la forza e la persuasione del più alto concetto di tradizione identitaria di un paese.  Un passato che non passa e così, ogni anno – e di generazione in generazione –  Nocera Terinese viene invasa dai curiosi (di tutta Italia) che vogliono vedere coi propri occhi tutto quel sangue che vedono i  bambini fotografati in queste immagini.

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Giuseppe Tripodi

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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