Darkroom, la lista della spesa

… consigli per gli acquisti

Come scrivevo in un articolo precedente, vorrei dedicare un piccolo spazio di questo blog alla camera oscura, per poter raccontare la mia esperienza personale condividendola con tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo argomento. In poche parole, una sorta di guida pratica per evitare di fare troppi errori, tipico di quando si intraprendono “nuovi percorsi” senza avere nessuna esperienza.

Voglio parlare dei miei errori ma anche dare tutti quei consigli che avrei voluto ricevere io quando ho iniziato a cimentarmi con le prime stampe fotografiche casalinghe.

Inoltre, spero di aiutare i lettori a spendere il meno possibile perché allestire una camera oscura potrebbe essere molto dispendiosa ma seguendo alcuni piccoli suggerimenti che vi illustrerò in questi articoli sono più che convinto di riuscire a farvi risparmiare e non poco, permettendo a chiunque di costruire dal nulla la propria darkroom.

Vi farò risparmiare indicandovi i negozi migliori ma anche differenziando l’attrezzatura cd. indispensabile da quella semplicemente utile ma di cui se ne potrebbe tranquillamente fare a meno.

Come dico sempre, non c’è niente di meglio di un buon libro per iniziare a conoscere la materia ma per il momento soprassediamo e dedichiamoci alla cd. “lista della spesa“.

Cosa comprare per attrezzare al meglio la nostra camera oscura?

Andiamo per ordine e differenziamo due fasi ben distinte della camera oscura:

a) lo sviluppo del rullino; b) la stampa.

Per sviluppare il rullino fotografico ci serve:

  1. un apribottiglie;
  2. delle forbici arrotondate;
  3. una “tank”;
  4. tre cilindri graduati;
  5. un termometro;
  6. i prodotti chimici (sviluppo, stop e fissaggio);
  7. un orologio;
  8. delle mollette.

Fatta eccezione per la tank e per i chimici, il resto delle cose in elenco potremmo tranquillamente già averle in casa, quindi a costo zero.

L’apribottiglie ci servirà per aprire il rullino e lo useremo allo stesso modo di come lo adoperiamo per aprire un tappo di bottiglia mentre le forbici, (meglio se arrotondate) ci serviranno per tagliare la coda della pellicola e per smussarne i suoi bordi per facilitare l’introduzione della stessa nella tank.

La tank può essere di varie dimensioni e può servire per sviluppare uno o più rullini di 35 mm o 120. Il mio consiglio è di acquistare una tank “universale” in cui potrete sviluppare entrambi i formati.

Fatto questo passaggio occorrerà srotolare tutta la pellicola e farla passare all’interno di una spirale che si trova dentro la tank.

Mi raccomando, tutto questo passaggio deve essere fatto completamente al buio.

La tank dobbiamo necessariamente acquistarla così come i prodotti chimici ma in casa potremmo benissimo avere dei cilindri graduati che non vengono più utilizzati. Ci servirà un cilindro di circa 100 ml (che potrebbe essere il vecchio misurino del ferro da stiro) e due di 1 Litro (anche questi si possono trovare con facilità in casa ma ovviamente se li utilizzate per i prodotti chimici non adoperateli per altro). L’orologio (o meglio il cronometro o il conto alla rovescia) possiamo usare quello del cellulare mentre per quanto riguarda il termometro vi consiglio di prenderne uno di quelli per gli acquari o, in alternativa, uno di quelli che si usano per cucinare. In entrambi i casi non vi costerà più di qualche euro. Le molette ci serviranno per stendere e far asciugare la pellicola (di solito nel box doccia) e sono sicuro che in casa ne troverete quanto ne volete. Comprare le “mollette” apposite costerebbero non meno di 10 euro a coppia, meglio attrezzarsi col “fai da te” adattando quelle cha già abbiamo.

Se in casa non c’è nessun prodotto della lista non ci resta che comprarli. Ma dove? Online oppure nei negozi fisici? Onestamente compro molto online ma in questo caso vi sconsiglio vivamente di acquistare su internet, almeno quei prodotti che potreste trovare facilmente nel negozio sotto casa. Per comprare cilindri graduati, forbici e apribottiglie non vi avvicinate ai negozi specializzati in materiale fotografico, vi venderebbero un cilindro graduato a 10 euro quando lo potreste trovare al supermercato a poco più di un euro. State lontani anche da siti come eBay o subito paghereste anche la spedizione aumentando ancora la spesa. Amazon resta affidabile per alcuni prodotti ma solo a patto di non pagare la spedizione.

Un cilindro vale l’altro e così anche per le forbici. Ciò che non potete trovare con facilità sono la tank e i chimici. Vi consiglio di prenderli in negozi specializzati, anche online se non ne avete uno vicino casa. Anche in questo caso lasciate perdere eBay e Amazon, perdereste solo tempo.

A questo punto abbiamo tutto l’occorrente per poter sviluppare il nostro primo rullino fotografico, non ci serve altro e abbiamo speso circa 60 euro (20-25 euro per la tank, 25-30 per i chimici e meno di 10 euro per tutto il resto).

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo possiamo facilitarci alcuni passaggi acquistando alcuni prodotti non indispensabili ma sicuramente molto utili che sarebbe un errore non averli a propria disposizione.

Altri prodotti per la nostra lista:

  1. un estrattore di pellicola;
  2. una LabBox (o una Rondinax);
  3. una changing-bag;
  4. un agitatore;
  5. una pinza tergifilm;
  6. acqua demineralizzata:
  7. fogli per archivio. 

 Per il momento fermiamoci a queste sei voci e cerchiamo di analizzarle adeguatamente per capire se effettivamente possono davvero tornarci utili nella fase dello sviluppo della nostra pellicola fotografica.

L’estrattore è decisamente molto più comodo dell’apribottiglie per aprire l’involucro del rullino, soprattutto perché si potrà fare alla luce e senza rischiare di danneggiare la pellicola. Infilando le sue due linguette all’interno del rullino e compiendo pochi semplici movimenti, si porta fuori la coda della pellicola, che verrà tagliata e poi smussata agli angoli per agevolarne l’inserimento nella tank. Una alternativa alla tank è la Lab Box di ARS-IMAGO (ma anche la Agfa Rondinax o la sua equivalente russa Sputnik), ovvero un contenitore che svolge la stessa funzione della tank tradizionale ma tutta la procedura di innesto della pellicola potrà farsi anche in questo caso senza spengere le luci. Una comodità non da poco. Tra l’altro gli sviluppatori come la Lab Box non devono “sollecitarsi” ogni minuto ma basterà ruotare l’apposita manovella e nulla di più.

Per fare tutto “alla luce del sole” si può anche prendere in considerazione di acquistare una changing-bag ovvero una sorta di maglia nera che ci permetterà di sfilare la pellicola e inserirla (a memoria) dentro la tank senza spostarci in una camera buia.

Portiamo all’interno della changing-bag il rullino, l’apribottiglie e la tank, facendoli passare per l’unica entrata della maglia che verrà quindi sigillata (con doppia chiusura con zip e stappo) per non far passare neanche un filo di luce. Dall’altra parte della changing-bag infiliamo le mani (dalle due maniche elasticizzate poste nella parte superiore) e iniziamo ad aprire il rullino, srotolare tranquillamente la pellicola e a inserirla dentro la p spirale che si trova all’interno della tank. Tutto il processo appena descritto, in poche parole, sarà fatto senza vedere ma non al buoi. Quando la pellicola si trova al suo posto nella tank possiamo di nuovo portar tutto fuori e cominciare a versare i liquidi per lo sviluppo.

Fare dei movimenti senza vedere potrebbe sembrare un passaggio difficile ma dopo un paio di volte ci prenderete la mano e sarà un gioco da ragazzi, ve lo garantisco.

Quando prepariamo i prodotti chimici dobbiamo fare attenzione alla loro temperatura. Possiamo utilizzare diversi strumenti per aumentare il calore dei liquidi ma, quando non sono molti i gradi, potrebbe bastare un’agitatore. Anche in questo caso vi sconsiglio di rivolgervi a negozi specializzati in fotografia, paghereste più del giusto una semplice bacchettina che si trova con facilità in casa o al supermercato.

Altra cosa da molti considerata utilissima (per me non lo è affatto ma credo sia giusto segnalarla) è la pinza tergifilm. Non mi fa impazzire questo accessorio perché secondo me potrebbe graffiare la pellicola, rovinandola per sempre. Come alternativa molti usano semplicemente due dita. Facendole scorrere fino al fondo della pellicola eliminano l’acqua in eccesso così come avrebbero fatto con le pinze ma a costo zero. Personalmente, preferisco usare l’imbibente in maniera corretta (a volte aiutandomi anche con uno spruzzino) e niente altro (ma non posso negare di aver qualche volta usato indice e medio per rimuovere i liquidi in eccesso). In questa fase (ovvero per il lavaggio) se non avete l’imbibente è importante utilizzare quantomeno l’acqua demineralizzata e non quella del rubinetto, che contiene molto calcare (ma non fatevi troppi problemi all’inizio, capirete da soli cosa fare anche perché su questo argomento ognuno dice la sua e così – quanto prima – anche voi direte la vostra).

Ricordatevi, infine, che le pellicole dopo la stampa vanno archiviate. Per non rischiare di perderle meglio acquistare un rilegatore coi fogli per l’archivio. Se volete risparmiare potete acquistare dei semplici fogli plastificati ma se volete fare le cose per bene meglio farlo questo piccolissimo investimento, vi faciliterà le future ricerche e sarà tutto più ordinato. 

Adesso (in teoria) sappiamo cosa ci serve per sviluppare la nostra pellicola il prossimo passo sarà quello di conoscere l’attrezzatura “indispensabile” e quella “utile” per la stampa ma ne parleremo meglio nel prossimo articolo dedicato alla camera oscura. 

Siti/Negozi specializzati ben forniti e con un ottimo livello qualità/prezzo:

  • FOTOMATICA.IT– (per l’acquisto di  materiale in generale);
  • ARS-IMAGO – (per fornire convenienti kit molto completi e pronti all’uso).

Prodotti che potrebbero interessarvi:

Altre pagine

Giuseppe Tripodi

Seguimi anche su at Instagram
Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
Giuseppe Tripodi
Altre pagine

Latest posts by Giuseppe Tripodi (see all)