Tradizioni di fine e inizio anno

Tradizioni di fine e inizio anno

Ultima foto 2017Ogni 31 dicembre, ormai da tanto tempo, mi ritaglio qualche minuto per scattare una fotografia speciale, l’ultima foto dell’anno.

La stessa cosa la faccio il giorno seguente, mi prendo la mia bella macchina fotografica, esco e scatto la prima foto dell’anno nuovo.

Il tempo trascorso tra uno scatto e l’altro è di sole poche ore ma, se ci pensiamo bene, potremmo anche dire che sia trascorso un anno intero. Come per ogni cosa, è sempre questione di punti di vista.

L’ultimo giorno dell’anno, poco prima del tramonto, la luce del sole filtrata da alcune nuvole, dipingeva la spiaggia di uno strano e cupo  colore, un giallo tipico dei deserti africani in alcuni mesi dell’anno.

Allo stesso tempo, c’era una nitidezza tale da poter distinguere ogni singola casa presente sulla montagna posta in secondo piano.

Le nuvole oltre a dare profondità all’immagine creavano una linea immaginaria opposta nella direzione a quella presente sulla sabbia. Le nuvole ci portano verso la montagna e la sabbia ci accompagna verso il mare.

L’occhio umano è quindi spinto ad osservare due punti focali da due diverse e opposte direzioni ma in tempi differenti.

1Inizierà a seguire dapprima la linea che parte dall’angolo posto in alto a sinistra dell’immagine e, successivamente, partendo dall’angolo in basso raggiungerà il mare.

Il primo gennaio invece il paesaggio cambia volto e il giallo del deserto lascia spazio a colori contrastanti, tipici del periodo invernale.

Il calore del sole si scontra con l’azzurro/grigio delle nuvole, che solo in parte sono diventate rosse a causa del riflesso (o delle infiltrazioni) dei raggi solari.

Nella prima immagine si vede un pescatore in lontananza mentre nella successiva colpisce il raggio del sole che si fa spazio in mezzo alle fitte nuvole come se volesse illuminare un punto specifico della terra.

Le nuvole minacciose preannunciano tempesta ma anche in questo caso, è il punto di vista scelto al momento dello scatto che ci porta verso una situazione differente da quella reale. Basta spostarsi di qualche passo e tutto cambia.

3Se, infatti, nella seconda immagine ci aspettiamo l’imminente arrivo di una tempesta, nella foto a destra, le nuvole non sembrano poi tanto minacciose.

Il fatto stesso che il soggetto della foto (la nave) si sposti nella direzione in cui le nuvole diminuiscono ci induce a pensare che ci stiamo lasciando la tempesta alle spalle e che, da li in poi, la nostra immaginaria navigazione sarà più piacevole.

Una cosa che accomuna queste due ultime è il colore del mare. L’azzurro chiaro non lascia spazio a dubbi sulla temperatura gelida del mare. Un tuffo sarebbe da folli ma starsene in spiaggia ad ascoltare il suono delle onde è qualcosa a cui non si può rinunciare, neanche in pieno inverno.

Se nei mesi freddi ci piace stare seduti al calduccio davanti al caminetto acceso, diciamoci la verità, non è solo per il calore del fuoco ma è per il piacere degli occhi. Il camino è un “quadro vivo” che cambia ad ogni istante man mano che la legna prende fuoco. Un “capolavoro” che ci regala l’inverno per farsi perdonare il fatto che in quei mesi ci priva della bellezza del mare.

Ma è proprio così? Durante l’inverno veramente non possiamo godere della bellezza del mare? In fondo, se il fuoco non lo possiamo toccare altrimenti ci scottiamo e se in mare non ci possiamo tuffarci per colpa del freddo, tutto si riduce (appunto, al guardare ma non toccare) ad un semplice piacere per gli occhi.

Per farla breve, è solo questione di cercare in ogni situazione, la giusta cornice e, una volta trovata, fermarsi e godersi il meraviglioso dipinto offerto dalla natura (meglio, come in questo caso, se in 16:9).

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Giuseppe Tripodi
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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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