Riace …

… Comune dei Bronzi e dell’accoglienza 

Un altro interessante centro da visitare nella Calabria Ionica è il Comune di Riace, famoso per via del ritrovamento dei Bronzi, due opere d’arte di inestimabile valore – esposte al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, se non li avete visti vi consiglio vivamente di andarci – ma oggi continua a far notizia per via di altri motivi, in particolare per le politiche di accoglienza degli immigrati.

Infatti, Riace è un Comune che accoglie tutti e che non ha mai considerato i migranti come un problema da risolvere ma piuttosto come una risorsa per risollevare l’economia.

Parlare di economia e di risorse in questo momento non mi sembra proprio il caso visto che qualche giorno fa è stato dichiarato il dissesto finanziazio dell’Ente, ecco perché in questo breve articolo non parlerò di politica o di tutte le problematiche del paese, del resto, non lo faccio mai e non vedo perché dovrei iniziare a farlo oggi.

Come al solito, quindi, mi limiterò a pubblicare alcuni degli scatti che ho fatto durante la mia passeggiata fotografica mantenendomi – nel mio racconto e nella descrizione dei luoghi – dentro uno “spazio” prettamente fotografico.

Riace si sviluppa in due distinti nuclei abitativi, la Marina che ovviamente si trova sul mare e il Borgo, che invece è posto su una collinetta che si trova a circa 300 metri sopra il livello del mare.

La marina è sicuramente la parte più conosciuta e frequentata, specie nei mesi estivi, per via delle bellissime spiagge e del mare cristallino e, per questo motivo, ho voluto concentrarmi soltanto sul borgo.

Passeggiando per le viuzze strette ho fatto come al mio solito, mi sono messo a chiacchierare con tutte le persone che incontravo. Mi hanno raccontato un po’ di storie e mi hanno dato qualche consiglio sui luoghi da visitare.

Il mio giro fotografico però voleva essere soltanto una semplice passeggiata ecco perché ho evitato di recarmi in chiese, conventi etc. – alcuni dei quali si trovavano un po’ troppo distanti dal centro abitato – concentrandomi solo su ciò che mi trovavo davanti senza fare chilometri in lungo e in largo ma, come si dice, muovendomi un passo alla volta.

Un caldo estivo mi ha accompagnato per tutta la passeggiata anche se va detto che nei borghi si riesce sempre a trovare una zona d’ombra.

Fotograficamente parlando il sole troppo forte non mi ha sicuramente aiutato e in molte delle immagini pubblicate si vede il forte contrasto tra ombra e luce… ma vabbè… non importa.

Qualcuno mi suggeriva un “pesante” lavoro di post-produzione o, a limite, di convertire tutto in bianco e nero (che spesso, in situazioni del genere, aiuta molto) ma ho preferito fare un editing minimo perché lo scopo di questi articoli non è quello di fare la foto del secolo… Ma solo quello di far vedere pezzi di Calabria spesso poco conosciuta… Sono foto scattate e pubblicate senza troppe pretese, mi interessa solo che siano la riproduzione più fedele possibile di ciò che ho visto…

E poi, anche se amo il BN, ho deciso di mantenere i colori perché…  Come si può fotografare Riace in bianco e nero.

Tutte le strade sono piene di colori. Ovunque ci sono immagini che chiaramente ci ricordano il carattere e la vocazione di questo luogo. Dipinti in cui si rappresentano scene di vita quotidiana dove gente di ogni parte del mondo vive insieme in perfetta armonia.

E’ bellissimo vedere queste opere sparse per il borgo e sentire chiacchierare in un piccolo paesino della Calabria giovani e anziani con un diverso colore della pelle. Ecco, questa è Riace.

La cultura dell’ospitalità non è una recente trovata per fare pubblicità al paese. Un piccolo centro come Riace non conosceva il fenomeno della migrazione o meglio, l’unico “esodo” forzato che aveva vissuto era quello dei paesani che in cerca di fortuna andavano nelle regioni del nord d’Italia (molti anche all’estero) con la speranza di trovare un lavoro in fabbrica. Un fenomeno che ha colpito molti comuni calabresi che pian piano si sono svuotati rischiando di diventare paesi fantasma.

Quando per la prima volta (nell’estate del 1998) una barca proveniente da Istanbul carica di migranti curdi (più di 200) è arrivata alla marina di Riace, subito la popolazione ha accolto questa gente e non mi stupisce affatto quanto leggevo in un articolo poco tempo fa, che addirittura uno di questi primi migranti, perfettamente integrato nella società locale, ancora vive e lavora nel borgo.

E così, grazie anche ad un programma di finanziamento del governo italiano, le case vuote sono state date ai migranti che a Riace hanno trovato un lavoro e la voglia di ricominciare.

Su questo progetto, che dura da più di dieci anni, non voglio dire nulla anche perché mi sono promesso di non trattare questo argomento (di cui se ne parla in giro anche troppo) ma una cosa va detta, merita tanta ammirazione e gratitudine l’ospitale popolazione di Riace che ha ripopolato il borgo grazie ai tanti rifugiati accolti (dei circa 1800 attuali abitanti di Riace, ben 400 sono stranieri).

Ogni migrante ha imparato un mestiere. C’è chi prepara le pizze, chi fa il calzolaio, chi l’idraulico. Qui ognuno ha trovato   la propria strada ma ha anche portato nel piccolo borgo un po’ del suo Stato d’origine e delle sue tradizioni e ciò ha contribuito ad abbellire ancora di più questo luogo, oggi ricco di colori.

Ringrazio gli amici fotoamatori che mi hanno accompagnato in questa passeggiata fotografica e, visto che ho parlato molto di colori e che tutte le immagini che ho pubblicato sono luminosissime e coloratissime, voglio chiudere questo articolo con una fotografia che mi piace tanto, la prima che ho scattato nel Comune di Riace, una foto in bianco e nero (gli unici colori che mancavano all’appello) ma con tante  sfumature di grigio … Perché sono proprio le sfumature che arricchiscono ogni cosa (anche una semplice foto) 👍🏻

************

Seguimi sui social oppure guarda altre mie fotografie

instagram_peppe.tripodi twitter facebook Flickr_logo 500px_logo_detail YouTube-logo-full_color_canale_giuseppe_tripodi

LandscapeLandscape

PortraitPortrait

StreetStreet

AnimalAnimal

 

Giuseppe Tripodi
Altre pagine

Giuseppe Tripodi

Seguimi anche su at Instagram
Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
Giuseppe Tripodi
Altre pagine

Latest posts by Giuseppe Tripodi (see all)

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...