Ragazzi sotto l’ombrello

Ragazzi sotto l’ombrello

La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente” (Albert Eistein)

Due persone si riparano sotto un ombrello stringendosi strette l’una con l’altra. Non piove ma s’intuisce che ha smesso da poco. L’atmosfera che si percepisce sembra far credere che i due si siano lasciati la tempesta alle spalle e sia tornato il sereno. Non si vede alcuna goccia d’acqua toccare terra ma di sicuro l’aria intorno è ancora molto umida.

Forse l’ipotesi più plausibile potrebbe essere un’altra, i due ragazzi non si sono accorti della fine della tempesta, tanta era voglia di prolungare quel momento che ogni cosa è passata in secondo piano, anche la pioggia che li ha spinti a stare uniti sotto l’ombrello. 

Ma la panchina è asciutta? Magari l’ombrello è soltanto una scusa per ritagliarsi un intimo angolino per scambiarsi dolci effusioni amorose senza essere visti dai passanti. Sarà sicuramente così. 

La scena non permette di staccare lo sguardo dai due ragazzi, non ci sono elementi che possono distrarre l’osservatore e grazie ad un gioco di specchio si è potuto evitare lo scatto diretto, all’altezza dei due protagonisti, che inevitabilmente avrebbe aggiunto degli elementi di disturbo sullo sfondo che lo avrebbe reso sicuramente meno interessante.

Anche per questo ho scelto di usare il bianco e nero, per esaltare i contrasti senza distogliere l’attenzione dell’osservatore.

E’, dunque, un’illusione. Semplicemente un riflesso. Una pozza d’acqua che per qualche momento diventa un’immagine prima di sparire via per sempre evaporando per il calore del sole.   

La pozza d’acqua resta comunque qualcosa di secondario rispetto ai protagonisti sotto l’ombrello. La scena è dominata da loro due. L’attenzione si concentra sempre prima sulle figure umane, qui immediatamente riconoscibili, e solo in un secondo momento sul resto dell’immagine, sulle increspature prodotte dal vento, che sveleranno “l’inganno”.

Sotto l’ombrellone i due ragazzi non condividono solo un riparo ma una grande intimità. Che sia amore o semplice amicizia poco importa, la complicità tra i due è visibile (anche di spalle) dal modo in cui si stringono le loro braccia e dalla vicinanza delle loro teste (si potrebbe dire, perse fra le nuvole disegnate sulla parte esterna dell’ombrello). 

Dalla torsione del corpo si capisce che è la figura più a sinistra quella che sorregge l’ombrello  mentre l’altro soggetto, seduto dritto e coi piedi intrecciati, tra i due è chiaramente quello più rilassato. Le linee orizzontali che suddividono l’immagine sono tre, due molto visibili, create dalla panchina (quella vera e quella riflessa) e l’altra invece che corre lungo il suolo, delimitando così il confine di questi due “mondi opposti”.

Giocare con le illusioni è tipico nelle arti visive. L’esaltazione del dubbio o dell’enigma, è un modo come un altro per dare sfogo alla fantasia e alla creatività dell’artista. Raccontare delle storie passando per delle situazioni “equivocabili” permette anche di andare oltre il significato “diretto” della scena, poiché si crea una realtà parallela in cui è proprio con l’illusione che vengono fuori articolati ragionamenti altrimenti non possibili o, comunque, meno percepibili dall’osservatore.

Importante – soprattutto nella street-photo e quando si vuole giocare con le “illusioni fotografiche” – è cogliere il momento decisivo affinché tutti gli elementi siano posizionati nel punto giusto, per raggiungere quell’equilibrio visivo capace di  stuzzicare emozionalmente chiunque si soffermi ad osservare la foto e trarne così il massimo risultato da quel ricercato “fraintendimento visivo” usato per arricchire la scena.

La cosa più bella, per un fotografo di strada, è cogliere questi momenti dalla vita di ogni giorno, senza “manipolare” o costruire la scena artificialmente, ma vivere l’attimo e coglierlo appena questo si presenta davanti, carpe-diem, o per dirla usando le parole di un grande maestro della fotografia essere pronti e non farsi scappare “il momento decisivo“.

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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