La regola dei terzi

La regola dei terzi

regola-dei-terziL’inizio di una passione è sempre il momento più difficile, ogni cosa ci porta dentro un mondo nuovo, tutto da scoprire, e spinti dalla voglia di conoscenza, iniziamo a documentarci il più possibile, guardando tutorial su YouTube, iscrivendoci a social tematici, guardando gli scatti di grandi autori magari partecipando a mostre fotografiche ma, soprattutto, leggendo libri e monografie di che spiegano l’argomento passo passo.

La prima fase, dunque, è quella della ricerca e dello studio ma a questa segue sempre il momento della pratica, quello più divertente, in cui metteremo in atto quanto abbiamo appreso.

Per migliorare le nostre foto abbiamo bisogno di conoscere al cune regole, in particolare, tra le più importanti, quella della “regola dei terzi“.

Di cosa si tratta e come sfruttarla?

La regola dei terzi è un accorgimento che è stato utilizzato per secoli dai pittori ed è tuttora molto diffuso nella composizione di una fotografia. Dividendo l’immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti più dinamica (rispetto ad una composizione che pone il soggetto al suo centro), ma armonica al tempo stesso. La regola è talmente popolare che alcune macchine fotografiche sono dotate di mirini con una griglia di suddivisione in terzi per aiutare il fotografo.

Oltre al posizionamento del soggetto, la regola dei terzi viene utilizzata anche per valutare il posizionamento dell’orizzonte nei dipinti o nelle fotografie panoramiche, secondo la tesi per cui un orizzonte a metà dà la stessa importanza al cielo e al paesaggio, effetto in genere non voluto.

In pratica, dividendo la scena in 9 porzioni grazie a delle linee immaginarie perpendicolari (2 orizzontali e 2 verticali) e posizionando gli elementi che ci interessano nei punti d’incontro (anche chiamati punti focali) saremo sicuri che si di essi ricadrà l’attenzione dell’osservatore.

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Allo stesso modo, se stiamo fotografando un paesaggio, posizionando la linea dell’orizzonte in corrispondenza di una delle linee immaginarie, sceglieremo se dare maggiore o minore importanza a ciò che viene inquadrato nella parte alta o bassa della scena.

Nella foto in alto, abbiamo suddiviso la scena in tre parti proprio grazie alla linea dell’orizzonte. In questo modo 1/3 dell’immagine sarà occupata dal deserto mentre i 2/3 dal cielo.

Possiamo poi anche combinare le due cose facendo passare la linea dell’orizzonte su di una linea della regola dei terzi e inserendo nei punti focali uno degli elementi della scena, ad esempio, il soggetto in primo piano.

1Ecco qualche esempio per chiarire meglio come funziona la regola dei terzi:

In questa foto, l’uccellino non occupa lo spazio centrale dell’immagine ma è leggermente spostato a sinistra e, in questo modo, viene a trovarsi proprio lungo la linee verticale immaginaria della regola dei terzi facendo coincidere la posizione del suo occhio visibile con il punto focale più vicino (quello in alto a sinistra).

Questa regola possiamo sfruttarla per molti generi fotografici.

La regola dei terzi può aiutarci a rendere interessanti le fotografie di ritratti, i paesaggi, le macro, la street, in pratica, si presta per ogni tipo di fotografia.

E’ una regola generale che, provenendo dal mondo della pittura, si è ben adattata a tutte le altre arti visive.

Nella foto che segue, infatti, il paesaggio è suddiviso in zone dalle linee orizzontali della regola dei terzi, creando tre linee grandi (spiaggia, mare e cielo) ma, allo stesso tempo, mette in evidenza il soggetto in primo piano posizionando la barca nel punto d’incontro tra le linee della regola dei terzi.

L’occhio umano sarà colpito dal contrasto di colori e dalla suddivisione in zone dello spazio ma focalizzerà l’attenzione sulla barca, che trovandosi al posto giusto, continuerà ad essere l’elemento di maggior importanza di tutta la scena.

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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