La bellezza dei ritratti

La bellezza dei ritratti

36Fotografare le persone è più complesso di quello che sembra.

Non è solo mettersi davanti al soggetto e scattare ma è qualcosa di più intenso, che va oltre quello che si vede superficialmente.

Il fotografo, grazie alla propria sensibilità, interpreterà lo sguardo del soggetto fotografato facendo emergere i suoi sentimenti nascosti, le sue emozioni.

Con una fotografia si può raccontare la storia di un uomo, basta saper leggere bene i lineamenti del suo volto.

Il ritratto è una riproduzione figurativa o fotografica delle sembianze di una persona o meglio, secondo la definizione che troviamo su Wikipedia:

ogni rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze e sembianze: propriamente si riferisce a un’opera artistica realizzata nell’àmbito della pittura, della scultura, del disegno, della fotografia o anche, per estensione, una descrizione letteraria di una persona.

Nell’arte il ritratto non è mai una mera riproduzione meccanica delle fattezze, come lo è invece una maschera di cera modellata su un volto o una qualsiasi impressione fotografica, ma vi entra comunque in gioco, per definirsi tale, la sensibilità dell’artista che nel processo creativo della sua opera interpreta le fattezze del modelli secondo il proprio gusto e secondo le caratteristiche e dell’arte del tempo in cui opera.

In questo articolo però, mi piacerebbe evidenziare alcuni aspetti, secondo me interessanti, che trattano della diversa tipologia di “ritratti” a cui possiamo riferirci e, più in generale, alle mie preferenze e sensazioni.

Inoltre, in base al tipo di ritratto, vorrei anche dare qualche piccolo consiglio per ottenere i migliori risultati.

Quando fotografiamo dei modelli professionisti, capaci di tenere la posa per alcuni secondi, sembra di stare davanti a delle statue di cera, fermi, immobili, in attesa della luce dei flash.

I modelli professionisti sono spesso un libro già letto, perché già conoscono le posizioni in cui mettersi in posa per evidenziare il loro “lato migliore“.

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A me non piace molto seguire degli schemi e si può dire che ogni shooting a cui ho partecipato è stato qualcosa a se, sempre diverso dai precedenti.

A me, in generale, piace fotografare la gente in movimento e fuori dagli studi fotografici e con la luce naturale ma in inverno, spesso ricorro allo studio, ai pannelli, ai softbox, ai led, ai flash come ogni altro ritrattista.

Due stili differenti ma entrambi possono regalare parecchie. Dominare la luce del sole non è facile, cambia spesso e volentieri nel giro di poco tempo ma l’utilizzo di pannelli riflettenti potrà tornarci molto utile.

11In esterno dobbiamo distinguere gli scatti alla “gente comune” (quindi la street di cui abbiamo già parlato qui) dalle fotografie a soggetti in posa.

Anche in questo caso la differenza è notevole.

Lo studio dello scatto ci conduce verso situazioni opposte perché nella street siamo costretti ad “anticipare l’azione” e non abbiamo alcuna possibilità di ripetere li scatto mentre nelle foto in posa possiamo posizionare il soggetto a nostro piacimento dentro la scena e curare bene i colori e le luci che lo colpiscono.

Ricordiamoci, di fare attenzione sempre allo sfondo.

Quando ci troviamo a fotografare in esterna non abbiamo una scena pronta quindi sarà nostra cura fare attenzione a scattare fotografie in cui non si trovino lampioni, cavi del telefono e altre cose del genere a disturbare la scena.

Mi riferisco a ciò che potrebbe entrare nell’inquadratura ma che non c’entra con lo scatto.

Meglio fare qualche esempio, giusto per capirci. Immaginiamo di stare su una spiaggia  d’orata bellissima, con le onde che arrivano fino ai piedi del soggetto a cui stiamo fotografando.

Una macchina parcheggiata, una persona che fa la doccia, oppure ancora un bidone della spazzatura (tutte cose che potrebbero esserci) rovinerebbero la fotografia.

Dobbiamo scegliere bene cosa far stare dentro l’immagine e cosa escludere per valorizzare sia il soggetto ma anche il luogo in cui si scatta e il messaggio che vogliamo mandare.

Se sto fotografando la natura non voglio trovarmi dentro la foto qualcosa che non sia in tema con la natura.

Curato l’aspetto principale dell’immagine bisogna poi anche soffermarsi su tutto quello che, in linea di massima dovrebbe “passare inosservato” ovvero non attirare l’attenzione più di tanto.

13Quelle parti della foto che vanno riempite altrimenti sembrerebbero vuote ma non devono comunque, proprio perché si tratta solo di “elementi di contorno” non devono distrarre chi osserva.

Vogliamo includere un albero in secondo piano? Benissimo, prestiamo però molta attenzione a dove lo posizioniamo. In pratica, che non ci sia nulla dietro al soggetto che possa confonderlo con la scena o che possa, addirittura, dare l’idea di “uscire” dal soggetto.

Pertanto, se sto fotografando una modella nel bel mezzo di un prato e non mi accorgo dell’albero che si trova in fondo all’inquadratura o me ne accorgo e voglio includerlo nella scena, potrei rischiare di rovinare il servizio se sopra la testa della modella spuntasse qualche ramo dell’albero, non vi pare? O se l’albero occupasse una porzione più in luce rispetto al protagonista della foto.

Meglio concentrarsi su cose semplici ma chiare. Curiamo l’aspetto della scena in modo che ogni cosa sia al posto giusto e non interferisca rovinosamente con gli altri elementi dell’immagine.

In pratica, separare o meglio distinguere, il soggetto principale da tutti gli altri elementi scenici e non fare in modo che si “incontrino” (sovrappongano)  in maniera casuale e/o disordinata.

Tutto ciò che entra dentro l’immagine dovrà essere inerente alla fotografia che stiamo scattando ma, allo stesso tempo, non attirare troppo l’attenzione, che dovrà ricadere sul soggetto.

Posizioniamo il modello nei cd. punti focali della regola dei terzi, non solo per “rispettare” una regola classica delle arti visive ma anche perché, se stiamo facendo uno ritratto ambientato, accostare da un lato il soggetto ci permetterà di rendere più visibile l’ambiente stesso.

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Fotografare in studio, per me, è come la cioccolata calda, tipico dell’inverno.

Quando fuori piove o fa troppo freddo bisogna sempre far buon viso a cattiva sorte quindi meglio scattare dentro quattro mura che non farlo affatto.

Quando sono in studio mi piace giocare con le luci. Trovare schemi nuovi o ricreare situazioni che vadano al di là della classica foto in posa.

28Quando si è “costretti” a stare in studio meglio dare sfogo alla nostra creatività. Esaltiamo alcune parti del corpo dei modelli. Il viso, gli occhi, i capelli se fotografiamo una ragazza.

Concentrandoci su questi particolari verrà fuori il suo lato femminile, la delicatezza, la purezza, ma anche la passione, la malizia della modella.

Se fotografiamo un uomo, invece, giochiamo con le luci e le ombre, per marcare la sua muscolatura. Oltre a creare un piacevole effetto staremo anche evidenziando la forza e la mascolinità del modello.

Un aspetto importante riguarda l’attrezzatura. Fin quando decidiamo di fare ritratti di strada nessun problema, ci penserà il sole a fornirci la giusta luce e le nuvole a diffonderla uniformemente nella scena ma la situazione si complica quando vogliamo dedicarci ai ritratti in posa.

In quest’ultimo caso avremmo necessariamente bisogno di acquistare quegli accessori “indispensabili” per i ritratti.

Quando fotografiamo all’aperto sole e nuvole aiutano ma è sempre meglio portarsi dietro dei comodi pannelli per riflettere la luce e indirizzarla verso un punto specifico.

20Se la ritrattistica è il nostro genere fotografico preferito sarà il caso di acquistare anche un paio (meglio tre) di flash e dei softbox (oppure ombrellini) per diffondere meglio la luce.

Sull’attrezzatura meglio non scendere nello specifico perché altrimenti non finiremmo più di parlare, (es. flash o led; portatili o da studio; luce calda o luce fredda, ombrelli o softbox; etc.) meglio dedicare un articolo specifico in futuro.

Per capire se e cosa vale la pena acquistare si dovrebbe prima utilizzare questa attrezzatura e, come è probabile, non tutti hanno  la possibilità di farlo.

Nessun problema, la soluzione è più ovvia di quello che potrebbe sembrare.

Se avete degli amici con cui condividete questa passione è molto probabile che abbiano già affrontato questa situazione e pertanto potrebbero, oltre a darvi dei consigli utili, anche farvi provare la loro attrezzatura.

Iscrivetevi ad un buon club fotografico, dove sicuramente troverete un set luci su cui farvi le ossa prima di decidere di acquistarne uno personale.

Il club fotografico a cui sono iscritto – Fotoamatorigioiesi “F. Scianna” – ad es. dispone di flash da studio, portabili, luci a led, softbox, pannelli e tante altre cose (acquistate nel tempo) e tutti i soci li possono utilizzare. Inoltre, teniamo periodicamente corsi e workshop su diversi argomenti tra cui appunto anche su ritratti e su come fotografare in studio con la luce artificiale (anzi, il prossimo workshop – proprio su questo argomento – è previsto per il 28/01, ops… forse questa informazione non avrei dovuto scriverla visto che di solito il giorno stesso che iniziamo la promozione online finiscono i posti disponibili per partecipare!!! … Ecco un altro vantaggio che avete seguendo il mio blog, notizie in anteprima e gaffes  :) ).

Infine, frequentate i negozi specializzati. Questi per promuovere i prodotti che vendono organizzano sempre degli eventi fotografici (es. Nikon-Day; Canon-Day; Fujifilm-Day, etc.) e mettono a disposizione degli stand attrezzati con luci e delle modelle da fotografare.

Approfittatene e se vi sembra che sia la vostra strada, iniziate a vagliare cosa comprare per allestire il vostro studio fotografico personale.

 I ritratti vi conquisteranno, provateci e fatemi sapere!!!

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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