Conosciamo meglio … Steve McCurry

Conosciamo meglio … Steve McCurry

Questa rubrica ci permette ogni settimana di scoprire la fotografia di un grande fotografo e, tra questi, non poteva mancare Steve McCurry, un fotografo statunitense che con i suoi scatti ci ha raccontato tanto facendoci conoscere meglio il mondo e le persone che abitano (… e uno dei miei fotografi preferiti).

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Le sue fotografie sono vere e proprie biografie, Steve McCurry, infatti, coi suoi scatti è riuscito a spingersi oltre i “tempi di scatto” trasmettendo all’osservatore con una sola immagine tutta la vita delle persone ritratte e, non a caso, una sua frase diventata celebre diceva “Se sai aspettare le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto“.

Ha lavorato per diversi giornali ma è stata l’India (che ha visitato la prima volta come freelance) che lo ha portato verso un nuovo modo di concepire la fotografia.

Ha fotografato conflitti internazionali e guerre in diversi Stati del mondo (giusto per fare qualche esempio: Pakistan, Afghanistan, Iran-Iraq, Beirut, Cambogia, Filippine e Guerra del Golfo), vincendo per il suo coraggio e le sue imprese tantissimi premi (un elenco davvero lunghissimo) tra cui la “Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad”.

Le sue fotografie sono spesso pubblicate sul National Geographic Magazine e dal 1986 è membro della Magnum Photos.

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Racconta le guerre non soltanto rappresentando il paesaggio trasformato dal conflitto ma soprattutto attraverso gli esseri umani. Il volto degli uomini che vivono in una zona di guerra racchiude tutta la sofferenza della popolazione e proprio per questo, ogni  singola fotografia di Steve McCurry, grazie a quello che trasmette, è un vero e proprio documentario storico fortemente rappresentativo della realtà vissuta dalle popolazioni colpite dalla guerra.

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Tra le sue fotografie, quella che sicuramente è considerato essere il suo ritratto più famoso, è “la ragazza afgana“. Uno scatto realizzato in un campo profughi nei pressi di Peshawar, in Pakistan. Non è un caso se viene considerato il ritratto più famoso di Steve McCurry, infatti, la foto è stata nominata come “la fotografia più riconosciuta” nella storia della rivista National Geographic di cui è stata la foto di copertina di giugno 1985.

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La ragazza della foto, si chiama Sharbat Gula, è stata fotografata nuovamente da Steve McCurry nel 2002, ovvero 17 anni dopo la pubblicazione della foto copertina del National Geographic che ha reso il suo volto famoso in ogni angolo del pianeta e, in questa occasione, il fotografo statunitense ha affermato che “è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa“.

Personalmente, lo ritengo uno dei migliori fotografi viventi. La sua fotografia è “viva” nel senso che realmente ti riesce a trasmettere emozioni uniche e che difficilmente si possono spiegare usando le parole. La sua incredibile bravura viene fuori soprattutto dall’uso del colore (in un genere fotografico da sempre dominato dal bianco e nero) che domina e armonizza le immagini regalando agli occhi dell’osservatore quel qualcosa in più che di fatto completa la scena e la rende unica.

Tutte le fotografie di questo articolo sono state prese dal web –  

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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