Conosciamo meglio … Robert Capa

Conosciamo meglio … Robert Capa

Un’altra nuova “rubrica” per questo piccolo blog che cresce ogni giorno di più sia in termini di visualizzazioni che di idee. Ho pensato a questo argomento perché da un po’ di tempo ho creato un nuovo profilo Instagram dal nome @photographic_culture che vuole appunto parlare della fotografia partendo dalle basi che per me, dal punto di vista pratico, vuol dire sfruttare gli elementi semplici delle linee, le combinazioni di luci e ombre, i differenti punti di vista; mentre da quello teorico, studiare e osservare le fotografie dei grandi autori, quelle che hanno fatto la storia di quest’arte per coglierne il carattere (della foto e dell’autore).

La parte “pratica” la sviluppo nel profilo Instagram che vi dicevo ma per la parte “teorica” vi serviva una piattaforma differente e il blog mi torna molto utile per lo scopo che mi sono prefissato.

RobertCapabyGerdaTaro

Scegliere di quale fotografo parlare non è stato facile e credo proprio che non lo sarà neppure in futuro ma da qualche parte bisogna anche incominciare e, egoisticamente visto che sono un suo grande ammiratore, ho pensato di dedicare questo primo articolo a Robert Capa e alla sua fotografia.

Chi era Robert Capa?

Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernő Friedmann[2] (Budapest, 22 ottobre 1913 – Thai Binh, 25 maggio 1954), è stato un fotografo ungherese.

I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954).

Capa documentò inoltre il corso della seconda guerra mondiale a Londra, nel Nordafrica e in Italia, lo sbarco in Normandiadell’esercito alleato e la liberazione di Parigi. (Wiki)

Uno scrittore mancato che è riuscito comunque a dare sfogo alla sua voglia di comunicare anche se per farlo non ha usato la penna ma lo ha fatto attraverso la macchina fotografica.

Ha viaggiato molto e ha raccontato la storia a cominciare dalla guerra civile di Spagna e dalla diffusione del nazismo in Europa.

Proprio in Spagna ha scattato la famosa (e controversa) fotografia del soldato colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti.

Al di là dell’autenticità o meno della foto, il valore storico che essa ha rappresentato quale simbolo dei soldati lealisti morti durante la guerra civile spagnola è fuori discussione.

capa

Soltanto nel 2013 il Centro Internazionale di Fotografia ha scoperto e diffuso un’intervista radiofonica, risalente all’ottobre del 1947, in cui Robert Capa spiegava esattamente come e quando ha scattato quella fotografia:

“Ho scattato la foto in Andalusia mentre ero in trincea con 20 soldati repubblicani, avevano in mano dei vecchi fucili e morivano ogni minuto”.

“Ho messo la macchina fotografica sopra la mia testa e senza guardare ho fotografato un soldato mentre si spostava sopra la trincea, questo è tutto. Non ho sviluppato subito le foto le ho spedite assieme a tante altre. Sono stato in Spagna per tre mesi e al mio ritorno ero un fotografo famoso, perché la macchina fotografica che avevo sopra la mia testa aveva catturato un uomo nel momento in cui gli sparavano. Si diceva che fosse la miglior foto che avessi mai scattato, ed io non l’avevo nemmeno inquadrata nel mirino perché avevo la macchina fotografica sopra la testa”

“Per scattare foto in Spagna non servono trucchi, non occorre mettere in posa. Le immagini sono lì, basta scattarle. La miglior foto, la miglior propaganda, è la verità.”

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, Capa si trovava in America (a New York), in cerca di lavoro e in fuga dal nazismo e dalle persecuzioni anti-ebraiche (era di origini ebraiche).

Nel 1943 raggiunse la Sicilia e documentò lo sbarco dei soldati americani e la ritirata dei tedeschi.

Come fotografo di guerra era sempre in prima linea al fianco dei soldati americani e fotografava tutto quello che viveva personalmente, cercando di cogliere i momenti più intensi non solo dei combattimenti ma anche della vita militare.

capa1

Anche in Sicilia Capa non si limita a fotografare scene di guerra ma fraternizza con gli isolani che gli offrono ospitalità in attesa dell’arrivo dei soldati dell’esercito americano.

«Era la prima volta che seguivo un attacco dall’inizio alla fine ma fu anche l’occasione per scattare ottime foto. Erano immagini molto semplici. Mostravano quanto noiosa e poco spettacolare fosse in verità la guerra. Il piccolo, bel paese di montagna, era completamente in rovina. I tedeschi che lo avevano difeso si erano ritirati durante la notte abbandonando alle loro spalle molti civili italiani, feriti o morti. Ci eravamo distesi per terra nella piccola piazza del paese, di fronte alla chiesa, stanchi e disgustati. Pensavo che non avesse alcun senso questo combattere, morire e fare foto»

Con le truppe Americane, oltre che in Italia, si recò in Tunisia, in Algeria e in altri Stati del Nord Africa.

Lo sbarco in Normandia.

Nel 1944 ad Omaha Beach, partecipò allo sbarco del contingente americano in Normandia.

Purtroppo, molte fotografie scattate durante lo sbarco andarono perdute ma le poche immagini che si salvarono trasmettono tutta la drammaticità del momento.

capa3

Documenta nel 1948 la nascita dello Stato di Israele e l’inizio della guerra arabo-israeliana.

Nel 1954 a causa di una mina, muore mentre al fianco delle truppe francesi che dovevano distruggere ed evacuare due fortini a sud est di Hanoi, stava documentando la Prima Guerra d’Indocina.

Questa è l’ultima fotografia che ha scattato prima dell’incidente

capa4

Ha lavorato per diverse riviste tra cui Life e Picture Post e nel 1947, insieme ad altri (Henri Cartier-Bresson, David “Chim” Seymour, George Rodger e William Vandivert) fonda l’agenzia fotografica Magnum Photos.

Un temerario fotografo di guerra che però non ha mai smesso di considerare la guerra come

 «Un inferno che gli uomini si sono fabbricati da soli»

************

Di seguito un breve video su Rober Capa (a cura di PiamontenotizieTV)

***********

instagram_peppe.tripodi twitter facebook Flickr_logo 500px_logo_detail YouTube-logo-full_color_canale_giuseppe_tripodi

LandscapeLandscape

 

PortraitPortrait

 

StreetStreet

 

AnimalAnimal

 

 

Giuseppe Tripodi
Altre pagine

Giuseppe Tripodi

Seguimi anche su at Instagram
Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
Giuseppe Tripodi
Altre pagine

Latest posts by Giuseppe Tripodi (see all)

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...