Castelli di Cleto e Savuto

Castelli di Calabria

L’ultima nostra uscita (col Club Fotoamatori Gioiesi) ci ha portato alla scoperta dei Castelli calabresi e, in particolare, di quelli che si trovano nelle vicinanze del fiume Savuto, che divide col suo corso d’acqua il territorio della provincia di Catanzaro da quello di Cosenza.

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Una zona strategica e dalla storia millenaria, infatti, le origini di Cleto risalgono addirittura al X secolo a.c. Il fiume era di vitale importanza per il territorio specie come via di comunicazione per luoghi dell’entroterra altrimenti difficilmente accessibili.

Sulla cima del monte Sant’Angelo i normanni edificarono un possente castello (detto di Cleto) che domina la parte alta del territorio mentre poco distante un secondo castello (quello di Savuto), recentemente tornato a risplendere dopo un importante restauro, spicca imponente su tutta la vallata.

Arrivati a Savuto il percorso che porta al castello è breve, giusto qualche piccola salita tra le viuzze del borgo ma niente di stancante, nonostante il forte sole della giornata.

Dentro il castello il prato verde copre quasi tutta la superficie interna alle mura dove oltre a una torre si può ammirare qualche altra zona recuperata dai recenti lavori di restauro e un bellissimo affaccio da cui si può osservare il letto del fiume e il vicino San Mango d’Aquino.

“Caricate” le nostre borracce d’acqua fresca dai canaloni che si trovano in linea d’aria proprio ai piedi del castello di Savuto, ci siamo messi in marcia verso Cleto, consapevoli del fatto che la risalita verso la cima del monte Sant’Angelo non sarebbe stata una leggera passeggiata.

Giunti ai piedi del monte si resta un attimo ad osservare l’imponenza del castello che sembra essere un tutt’uno con le rocce. Allo stesso tempo, si comprende subito che non c’è altro modo di raggiungere la cima se non a piedi.

La parte alta del borgo è quasi del tutto disabitata e man mano che ci avviciniamo al castello notiamo che la maggior parte delle abitazioni è in fase di ristrutturazione (o proprio pericolanti).

 

Persone che abbiamo incontrato nel borgo ci hanno detto che i lavori di ristrutturazione sono iniziati parecchi anni fa ma che (tra uno stop e una ripresa) i tempi per una completa ristrutturazione sono ancora lunghi (cosa del tutto evidente considerando quanto c’è ancora da fare).

Da quanto mi hanno prospettato nel borgo o altri amici che già hanno visitato il castello di Cleto, in tutta sincerità, mi aspettavo un percorso più difficile ma alla fine, tolta qualche salita molto ripida, in cima ci si arriva anche qui facilmente.

Ho consigliato a tutti di portarsi scarpe comode e attrezzatura leggera ma io nello zaino avevo con la mia D750 anche la triade di zoom 2.8, la GoPro, una bottiglietta d’acqua, un piccolo treppiedi e accessori vari e sono arrivato senza troppa fatica.

 

 

Mi è dispiaciuto non avere con me un drone perchè mi sarebbe piaciuto fare qualche ripresa dall’alto. I due castelli in generale si prestano molto a questo tipo di inquadrature … vabbè, sarà per la prossima volta.

Il castello di Cleto è più grande rispetto a quello di Savuto, ci sono due torri ancora integre e altre zone più o meno recuperate o recuperabili in un prossimo restauro.

Anche da questo castello la vista è bellissima ma bisogna trovare il momento giusto. Sicuramente i tramonti saranno fantastici. Noi purtroppo non abbiamo potuto godere di un buon tramonto perché la giornata non lo ha permesso. Sole (fortissimo) durante tutto il giorno ma quasi insignificante nella fase del tramonto.

 

 

A fine giornata poi ci siamo allontanati un pochino dal borgo e ci siamo messi a cercare un luogo in cui era ben visibile Cleto illuminata dalla luce dei lampioni.

Alla fine, entrando dentro un uliveto (la zona ne è piena) siamo riusciti a trovare un buon punto di osservazione e non ci ho pensato due volte a fare l’ultimo scatto della giornata prima di rimettermi in marcia verso Gioia Tauro.

 

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Oltre agli uliveti ho notato anche tanti piante di fichi d’india, che solo la paura delle spine ti fermano dal prenderne uno e gustarlo seduto magari sul prato in un angolino fresco.

Un’altra cosa che salta agli occhi è la presenza di tanti gatti. Gattoni belli grandi che si avvicinano e si lasciano accarezzare. Guardando il pelo lucido ho capito subito che c’è chi si prende cura di loro nel borgo anzi, visto il numero, sarà tutto il paesello badare a tutti questi gatti.

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Con tutti questi gatti per le vie del borgo, che situazione strana vivrà questo piccolo cagnolino (l’unico che ho visto) … RESISTIII!!!

In conclusione: 

Due castelli che nel tempo sono stati abitati da diverse famiglie nobiliari, ognuna delle quali ha inevitabilmente lasciato una traccia del proprio passaggio. Due castelli interessanti con molte parti integre che meritano di essere visitati.

Spero, infatti, che i lavori di ristrutturazione riprendano (o continuino) nel castello di Cleto perché è un posto davvero bello e con molta storia da raccontare.

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Ringraziamenti:

Amministrazione comunale disponibilissima, nonostante il castello di Savuto fosse chiuso, ci è stato aperto ugualmente e un ragazzo è stato con noi tutto il tempo.

Gentilissimi anche gli abitanti (di Cleto e di Savuto) che ci hanno fatto da ciceroni, raccontandoci storie e indicandoci POV per le nostre fotografie.

Oltre a visitare i castelli, vi consiglio anche di fare un giro per le vie dei borghi. Da visitare le chiese, gli affacci e se volete un buon caffè passate dal bar Savuto, il barista è simpaticissimo e ci ha dato molte indicazioni su come muoverci e cosa vedere nella zona (oltre ai castelli).

Come arrivarci:

– è molto semplice, in auto l’uscita consigliata dell’Autostrada A2 del Mediterraneo è quella di Falerna e poi proseguire sulla SS 18 direzione Nord verso Aiello Calabro/Cleto.

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Dai seguito, un breve video, molto amatoriale, sulla giornata che vi ho appena raccontato.

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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