Due ragazzi, il mare e un aereoplano …

… tutti i personaggi di una foto

Per la rubrica “Vi racconto una mia foto” ho scelto di parlarvi di questa in basso, scattata lo scorso anno per un mio progetto dedicato ai Vigili del Fuoco. L’estate del 2017 è stata “rovente” e io l’ho vissuta a stretto contatto con questa gente che quotidianamente sfida il caldo e le fiamme per salvare chi si trova in pericolo.

Il motto nazionale dei VV.FF. “Flammas domamus donamus corda (domiamo le fiamme, doniamo i cuori) descrive benissimo lo spirito con cui queste persone affrontano la loro giornata di lavoro, mettendo forza e coraggio al servizio degli altri non per ricchezza e gloria ma solo per soccorrere e aiutare.

Qui si vedono due ragazzini al mare (pontile piccolo) mentre osservano il Canadair che si carica d’acqua che verrà poi usata per spegnere un incendio alla Ciambra ma se avete qualche minuto, voglio dirvi qualcosa in più su questo scatto.

La sagoma di due bambini che osservano con stupore e meraviglia un Canadair che accarezza dolcemente il mare riempiendosi d’acqua che servirà a domare un incendio che si sta sviluppando incessantemente da qualche giorno in un luogo da lì poco distante.

Il leggero vento del pomeriggio estivo spinge dal mare verso la terra e non si percepisce affatto dalla spiaggia l’odore di bruciato.

Se gli adulti, riconoscendone il mezzo possono comprendere cosa significhi quell’aeroplano, l’ingenuità della giovinezza esclude totalmente dalla loro mente il pensiero del dramma che si sta consumando a qualche chilometro di distanza e, presi dall’euforia del momento e dalla vicinanza dell’idroaeroplano, gli gridano contro, come se stessero salutando chi si trova all’interno mimandone anche la “sgommata” che il bestione lascia sfiorando la superficie dell’acqua.

Il rombo dei motori li ha avvisati per tempo e i due ragazzini si sono spinti fino alla punta del piccolo pontiletto per guardare quell’aquila di metallo dal migliore punto di vista possibile. 

In questa immagine c’è anche chi pilota il mezzo, la sua bravura e la sua concentrazione per non mettere a repentaglio la vita di nessuno durante le operazioni di soccorso. 

Assente ma presente il pilota decide di scendere proprio in direzione del pontile, come se volesse fare un regalo a quei ragazzini che stanno li ad attenderlo.

Un “inchino” sicuramente involontario che per qualche minuto ha fatto la gioia di due ragazzi e di un fotografo che poco distante seguiva tutta la scena. 

Anche lui, accortosi del movimento dei giovani ragazzi si è posizionato rapidamente per immortalare il momento. 

Ignari di tutto, ogni attore ha recitato la propria parte dietro la silenziosa regia di un uomo che con la reflex in mano ha sfruttato l’unica occasione che aveva per scattare la sua fotografia.

Non dimentichiamoci poi di quelle persone che stavano attendendo l’arrivo dell’aeroplano, quella gente che ha pagato più di ogni altro perché direttamente colpiti dall’incendio, che hanno subito danni e messo in pericolo le loro vite, se non altro per aver respirato quell’area tossica che ha invaso tutto il rione.

Infine, in attesa dell’acqua c’erano anche i vigili del fuoco, i colleghi di quel pilota, pronti ad intervenire via terra per domare tutti i focolai rimasti accesi. 

La drammaticità tipica delle immagini in bianco e nero è in contrasto con l’entusiasmo dei ragazzi, percepibile anche se gli stessi vengono ripresi alle spalle ma riaffiora non appena ci si sofferma un attimo ad osservare l’immagine poiché si coglie l’autenticità della scena e tutto quanto ad essa collegato.

Il “distacco” esistente tra il fotografo e i due ragazzi in primo piano, dovuta all’uso di un teleobiettivo piuttosto che una lente grandangolare, permette con facilità di “vivere” la scena in due tempi ponendo una netta divisione dalle diverse storie che descrive, da un lato la realtà dei ragazzi e la loro giocosa immaginazione dall’altra la drammatica immaginazione dell’osservatore cosciente del fatto che da qualche parte qualcosa stia andando a fuoco.

Una foto riesce a raccontare diverse storie se riusciamo a osservarle da tutti i punti di vista, senza dimenticare nessuno dei suoi (visibili o meno) protagonisti.

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Sono un avvocato ma anche appassionato di fotografia. Ho creato questo blog per condividere questa mia passione e spero, col tempo, di riuscire a pubblicare qualcosa di piacevole e originale.
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